Si è svolta a Roma la seconda sessione del 39° Congresso del Partito Radicale. Dal 1988 il partito ha assunto una dimensione transnazionale per arrivare alla denominazione attuale di Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito. Un organismo caratterizzatosi per battaglie a livello internazionale come l’istittuzione del Tribunale Penale Internazionale, la moratoria sulle esecuzioni capitali, la lotta alle mutilazioni genitali femminili, la costruzione di una Comunità delle Democrazie e la conquista di una dimensione di Stati Uniti d’Europa per citare le principali iniziative degli ultimi 20 anni. Dopo Emma Bonino e Olivier Dupuis eurodeputato belga, è stato eletto segretario del Partito Demba Traorè, un giovane avvocato del Mali, musulmano, padre di 4 figli, già parlamentare nel suo Paese, leader della battaglia contro le mutilazioni genitali femminili e la pena di morte. La mozione approvata dai congressisti rilancia l’impegno del Partito Radicale sull’iniziativa in corso presso l’Assemblea Generale dell’ONU per la messa al bando della pratica delle mutilazioni genitali femminili; a rilanciare il progetto degli Stati Uniti d’Europa e della prospettiva federalista mondiale; ad operare per l’attivazione concreta delle giurisdizioni internazionali a tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali; ad elaborare una proposta di monitoraggio internazionale delle condizioni di detenzione; a promuovere la presenza di membri del partito all’interno delle missioni di osservazione elettorale in Medio Oriente e Nord Africa. Il Congresso ha rinnovato l’invito e l’appello a ciascun cittadino a dar forza a queste battaglie e a questo soggetto politico attraverso l’iscrizione diretta.
TORCE UMANE IN TIBET. MANIFESTAZIONE IN PIAZZA MONTECITORIO A ROMA. ADESIONE DELL’ASSOCIAZIONE COMUNI, PROVINCE E REGIONI PER IL TIBET.
MARIA CRISTINA SPINOSA E BRUNO MELLANO: “ORA PIU’ CHE MAI OCCORRE DARE VOCE E FORZA AL DALAI LAMA ED AL NUOVO GOVERNO TIBETANO IN ESILIO”
Giovani monaci tibetani scelgono di immolarsi come torce umane contro la repressione del regime: una disperazione che diventa atto estremo. I cinesi arrivano ad accusare lo stesso Dalai Lama di istigare i giovani tibetani a darsi fuoco e gli organismi preposti al controllo dell’ortodossia religiosa del partito comunista cinese si permetto addirittura di pontificare sulla violenza di questi sono gesti autolesionistici e suicidi perche vanno “contro la morale buddista” e costituiscono “una forma di terrorismo mascherato”. Si tratta più semplicemente un altro pretesto per aumentare la repressione e annunciare ulteriori “misure restrittive” in Tibet. Come sempre Pechino risponde con l’arroganza e la forza, chiudendo gli occhi e negando quello che da sessanta anni a questa parte il popolo tibetano ha cercato di ricordare a loro e al mondo: la brutale e sanguinosa occupazione di un paese libero, la sistematica violazione dei diritti dei tibetani, gli arresti e le detenzioni, le torture e gli aborti forzati. Per protestare contro questa drammatica situazione da marzo a oggi ben dieci giovani si sono cosparsi di benzina e dati fuoco al grido di “Tibet Libero” sei di questi sono morti per le ustioni riportate, tre sono ancora in ospedale gravissimi e uno è stato fatto sparire dalla polizia. Neppure le più che accomodanti proposte del Dalai Lama in questi anni sono state accettate da Pechino, che anzi le rigetta come un tentativo subdolo di attentare all’unità della madre patria. E pensare che il Dalai Lama è per Pechino un’assicurazione, forse l’unica, che la lotta del Tibet non degeneri in forme di violenza aperta o addirittura di terrorismo. Occorre lottare affinché la Repubblica Popolare di Cina capisca che il Dalai Lama ed il nuovo Governo tibetano in esilio sono parte della soluzione e non del problema!
Ho partecipato alle primarie, tuttora in corso nelle piazze reali e virtuali d’Italia, sulla scelta del simbolo degli Ecologigisti e Civici “ECO” ed invito tutti a partecipare: se ci sono riuscito io potete farlo anche voi on line (www.ecologistiecivici.it/primarie), se non incontrate un banchetto per la strada. Perchè farlo? Perchè un soggetto politico ecologista è utile, opportuno, necessario e soprattuto indispensabile, in Italia come in Europa, in Italia più ancora che altrove. Indispensabile al Paese, indispensabile agli oltre 8000 paesi d’Italia. Solo un soggetto ambientalista, moderno ed europeo, laico e liberale nell’impostazione, fecondo di denunce ma anche di proposte, può essere lo strumento adeguato alle esigenze di una politica che sempre di più si dovrà confrontare con disastri ambientali, deficit ecologici, consumo delle risorse, del suolo e dell’acqua. Negli anni ’80 fu il Partito Radicale e Marco Pannella a donare agli amici verdi il simbolo del Sole che Ride, che servì da elemento unificatore della Federazione delle Liste Verdi nascenti. Oggi come allora è valida l’analisi di fondo, è passata molta acqua sotto i ponti, e troppo spesso anche sopra i ponti, ma un soggetto politico ambientalista organizzato e strutturato è utile e necessario financo per le altre forze politiche, troppo spesso sorde e cieche alla fragilità del territorio ed alla ricchezza della biodiversità. Noi tutti abbiamo urgente bisogno della capacità di leggere ed intepretare la voce della terra, della sua fauna e della sua flora. … Oggi, ora! …Affinchè non sia l’eco lontano di qualcosa che è già perduto per sempre.
Mellano: “Chiedo alle forze politiche, alle Associazioni di categoria e alle Associazioni ambientaliste di fare fronte comune e ricorrere al TAR per abrogare il testo”
Il nuovo regolamento forestale della Regione contiene al proprio interno una serie di norme in netto contrasto o in aperta violazione di leggi regionali, nazionali ed europee. Il testo contraddice la stessa legge regionale per molti aspetti selvicolturali (Lr 4/09); contrasta inoltre con il Dlgs. 42/04 sugli aspetti autorizzativi, con il Dlgs. 121/01 e con il Codice Penale rispetto al deterioramento degli habitat che sono consentiti, con il Dlgs. 227/01 rispetto allo sgombero degli alberi deperienti, con la L 241/90 quando si esplicita l’impossibilità dell’Amministrazione di negare un permesso di taglio. L’approccio che viene proposto alla Rete Natura 2000 viola esplicitamente il Dlgs 357/97 e la Lr 19/09; sulla possibilità di accendere fuochi all’interno dei boschi è in contrasto con le norme di settore in materia di incendi boschivi (L 353/2000 e Lr 16/94); sulle possibilità di movimenti terra in bosco contrasta con il Dlgs. 42/2004 per l’impatto paesaggistico. La deroga introdotta al pascolo è in contrapposizione al RD 3267/23. Il tutto senza considerare le norme in aperta violazione della Direttiva Habitat, della Direttiva Uccelli e di Rete Natura 2000.
Dichiarazione di Bruno Mellano (Direzione nazionale Radicali Italiani):
“La peste italiana che i Radicali denunciano da tempo è anche questo. Regolamenti attuativi di una legge che creano contrasti evidenti con molte normative e che, se rispettati, possono anche condurre gli operatori a sanzioni gravi di tipo penale. Senza entrare nel merito di un testo che, se letto alla lettera, potrebbe consentire senza problemi di cancellare dalla nostra regione centinaia di migliaia di ettari di boschi (compreso parte di quelli nelle aree protette), voglio denunciare con forza l’illegittimità di questo regolamento. Per questo chiedo alle forze politiche, alle Associazioni di categoria e alle Associazioni ambientaliste di fare fronte comune e ricorrere al TAR e abrogare questo regolamento vergognoso”.


